MUSEO E RISERVA ARCHEOLOGICA PRESSO OSTROWIEC ŚWIĘTOKRZYSKI
Nel margine mesozoico dei Monti Świętokrzyskie si trovano affioramenti di vari tipi di selce e numerose miniere preistoriche. I luoghi dove le selci striate venivano estratte si trovano a Korycizna, Borownia e Ruda Kościelna. Considerando l’areale di estrazione, uno dei più vasti siti d’Europa è il complesso delle miniere di selce di Krzemionki vicino a Ostrowiec Świetokrzyski. La sua straordinaria importanza risiede nel fatto che l’area estrattiva è perfettamente conservata sia in superficie che in sotterraneo.
Le miniere furono scoperte il 19 luglio 1922 dal geologo Jan Samsonowicz. Ricerche e scavi furono diretti da Zygmunt Szmit (1923, 1927), Józef Żurowski (1925-1927), Stefan Krukowski (1923, 1928-1937), Michał Drewko (1945, 1948), Tadeusz Żurowski (1953, 1958-1961), Jan Kowalczyk, Bogdan Balcer and Zygmunt Krzak (1969-1970), Jerzy Bąbel (1979-1984, 2001-2004), Sławomir Sałaciński, Marek Zalewski, Witold Migal (1985-1988) e Wojciech Borkowski (1989-2000).
Le miniere furono sfruttate da 3900 a 1600 anni fa (datazione al radiocarbonio) da parte di varie genti che lasciarono artefatti che furono categorizzate dagli archeologi come culture – ad esempio la Cultura delle tazze a imbuto, la Cultura delle anfore sferiche, la Cultura di Mierzanowice. E’ possibile che i giacimenti di selce striata fossero noti in precedenza anche ai cacciatori mesolitici.
La crescita della popolazione e le coltivazioni intensive furono fattori determinanti per lo sviluppo dell’estrazione delle selci nella regione di Świętokrzyskie. Asce di selce, usate principalmente per il taglio degli alberi e la lavorazione del legno, si diffusero nel raggio di 250 km dalle miniere (Cultura delle tazze a imbuto, circa. 3900- 2900 anni fa). Tuttavia, la maggior parte dei pozzi a Krzemionki furono scavati da minatori appartenenti alla Cultura delle anfore sferiche(2900- 2500 anni fa). Asce di tipo speciale da loro prodotte si rinvengono nel raggio di 600 km. All’inizio del Bronzo Medio (Cultura di Mierzanowice, circa 2200- 1600 anni fa) attrezzi e armi in selce (asce e punte di frecce) furono esportate nel raggio di circa 85 km dalle miniere. L’area estrattiva di Krzemionki si trova nei calcari giurassici (Oxfordiano superiore) ai margini di una sinclinale. L’area ha la forma di una parabola lunga circa 5 km e larga da 20 a 220 m e copre circa 785.000 metri quadrati. Il numero dei siti estrattivi è stimato a più di cinquemila.
Le selci si trovano sotto forma di noduli di forma sferica e appiattita di varie dimensioni all’interno di due strati principali la cui profondità diminuisce verso i margini della sinclinale. I pozzi si trovano da 5 a 30 m di distanza l’uno dall’altro e la loro profondità e forma dipende dalle caratteristiche geologiche locali degli strati contenenti le selci. I noduli di selce venivano estratti scavando cavità poco profonde (2 m di profondità e 4-5 m di ampiezza), cavità a nicchia (profonde circa 4,5 m) e gallerie a camere e pilastri fino a 8-9 m di profondità per una estensione di circa 400 m quadrati. Nel Neolitico le tecniche di estrazione divennero più complesse e si sviluppò la specializzazione dei minatori professionisti. Un gruppo di lavoro consisteva in 5-10 minatori.
Le selci venivano estratte sia nella stagione estiva (nelle cavità poco profonde) che in quella invernale (nelle camere profonde). Sulle imboccature dei pozzi a camera venivano costruiti dei ripari per proteggere le miniere dalla pioggia e dalla neve. I minatori usavano attrezzi in selce, in altre rocce e in corna di cervo che venivano usati come cunei, magli, leve, zappe e picconi. I minatori elaborarono anche un ingegnoso sistema per trasportare la selce in superficie. I minatori lavoravano nel sottosuolo in posizione scomoda: semisdraiati, accovacciati o in ginocchio. Per risparmiare lavoro le gallerie erano alte solo 55-110 cm. I frammenti di roccia calcarea scavata venivano portati in superficie e ammucchiati in caratteristici cumuli attorno ai pozzi o erano utilizzati a riempimento delle camere abbandonate. Per scongiurare il crollo del soffitto, nelle camere venivano lasciati pilastri di roccia viva oppure venivano costruiti supporti con blocchi di calcare. La circolazione dell’aria era assicurata da fuochi accesi nei pozzi e negli ingressi. La miniera veniva illuminata bruciando frammenti di resina e forse utilizzando lampade a grasso animale.
La selce estratta veniva accumulata nel sottosuolo e solo quella di alta qualità veniva trasportata in superficie. Vicino al pozzo c’era un altro luogo di accumulo dove avveniva la prima lavorazione. I noduli venivano spezzati sopra una incudine di roccia e lavorati con attrezzi di pietra, selce, osso e legno. Grandi quantità di scarti di lavorazione di asce e altri attrezzi rimanevano vicino all’ingresso al pozzo (officina del sito). Per le lavorazioni successive, oggetti semi-lavorati e frammenti sbozzati venivano portati in accampamenti del bacino del fiume Kamienna, dove le asce venivano completate. Oltre agli accampamenti temporanei costruiti dai minatori non c’erano insediamenti permanenti nella zona mineraria dato che non era presente acqua potabile. Qualche volta i minatori usavano l’acqua piovana che rimaneva nelle cavità carsiche circa 250-350 m a sud della zona mineraria.
Nella miniera sono stati rivenuti disegni rappresentanti le divinità adorate dai minatori tratteggiati a carbone sulle pareti delle gallerie e sui pilastri. Tra essi, una donna al lavoro, la testa o le corna di un toro, un paio di piedi. Questi simboli dovevano essere di aiuto ai minatori durante le escavazioni della roccia calcarea. Probabilmente simboleggiavano la Grande Dea e il suo compagno, il Dio della Tempesta, la cui arma era un fulmine rappresentato da un’ascia. Questo culto è legato al ruolo speciale che l’ascia di selce striata aveva nelle comunità della Cultura delle anfore sferiche. Si suppone che nei riti simboleggiasse la presenza della divinità. Rappresentava anche prestigio sociale ed era un arma magica che proteggeva il guerriero dal male. Questo è il motivo per cui veniva sepolta insieme al defunto.
Dopo che i minatori preistorici abbandonarono l’estrazione, l’area rimase nascosta dalla foresta fino a quando venne intaccata dalle moderne attività agricole all’inizio del XX secolo, quando il villaggio di Krzemionki fu fondato nelle vicinanze. I produttori di calce distrussero le antiche miniere (tra le altre, le “Grandi Camere”, nel percorso turistico n. 1) per estrarre il calcare da usare come fondente nelle acciaierie di Ostrowiec. L’attività estrattiva venne bloccata quando fu istituita la riserva archeologica, la cui organizzazione cominciò nel 1926.
La galleria sotterranea che attraversa le miniere neolitiche è stata aperta il 1 luglio 2004 ed è lunga circa 500 m.
La riserva si trova 8 km a nord-est di Ostrowiec, vicino alla strada per Lipsko. E’ raggiungibile da Ostrowiec con l’auto oppure utilizzando il bus (linee n. 10 e 11).
Le miniere preistoriche di selce striata di Krzemionki
MUSEO E RISERVA ARCHEOLOGICA di Krzemionki Una sezione del Museo Storico e Archeologico di Ostrowiec Świętokrzyski Tel. (0-41)-262-09-78 Tel/Fax. 90-41)-265-36-51 Il Museo è aperto: Dal 1 maggio al 30 settembre